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COME FUNZIONANO LE COSTELLAZIONI FAMILIARI

Come funzionano le Costellazioni Familiari

Le Costellazioni Familiari si svolgono sia in incontri di gruppo che individuali e il loro funzionamento è di certo l’elemento più affascinante e misterioso dell’intero processo.

È nostra convinzione che le Costellazioni Familiari per eccellenza sia quella che si svolge con un gruppo di persone guidate da un “Costellatore Familiare”; in questo incontro di persone, che forma Il campo cosciente  delle informazioni(*1) si ritrovano non solo le origini del metodo di Bert Hellinger, ma anche tutte le sue fonti d’ispirazione tra cui lo psicodramma di Jacob Levi Moreno e l’esperienza gruppale di Anceline Schützenberger.

Dunque, la Costellazione Familiare è quella di gruppo che non può essere sostituita da quella individuale che però rimane un grande e importante lavoro complementare.

L’ideale, anche secondo il pensiero di Alba Sali, che ricordiamo essere oggi una delle massime esperte del settore, è di alternarle. Quando si preferisce il gruppo è bene, comunque, di tanto intanto una “messa a punto” one to one e quando si preferisce il one to one bisogna comunque portarsi al gruppo, al meno per i temi centrali della problematica.
Dice AlbaSali: “Il lavoro di gruppo è un processo che va dall’inconscio al conscio. Le memorie dell’albero genealogico sono assolutamente inconsce e soltanto il gruppo può arrivare così tanto a fondo. Il lavoro individuale è fatto per raccogliere tutte le impressioni inconsce che, una volta riportare in superficie, devono essere ricollocate affinché diventino risorse fruibili nella vita del “Costellato”. 
Quando si è capaci di introspezione, quando si segue percorsi psicologici, il one to one può non essere importante, mentre non si può mai prescindere dalla costellazione di gruppo.

Le persone spesso si chiedono se sia meglio iniziare il percorso con un un incontro di gruppo o con uno individuale.

Sempre secondo il parere di Alba Sali non c’è nessuna preferenza, ma è importante partire con l’esperienza che mette di più a proprio agio: alla base di un buon lavoro ci deve essere la tranquillità.

N.B. Le Costellazioni Familiari, di qualunque genere esse siano, non sono terapie psicologiche e non possono, in nessun caso, sostituire la psicoterapia che, invece, possono egregiamente affiancare.

Costellazioni Familiari: incontri di gruppo

Le Costellazioni Familiari si possono svolgere sia in sedute individuali con l’operatore sia attraverso un’esperienza di gruppo.
Il lavoro di gruppo è nel suo apparire molto simile a uno psicodramma: una persona dice qual è la cosa che vorrebbe risolvere e i partecipanti al cerchio si offrono per mettere in scena la problematica quasi come in un’azione teatrale. Da lì il “costellatore familiare” inizia il suo intervento cercando di riportare equilibrio e pace in quella memoria che nel presente disturba e danneggia la possibilità del cliente di conseguire la sua piena realizzazione.

La Costellazione Familiare di gruppo è il metodo “regio” per intervenire sulla trasformazione delle memorie ma, se l’idea di lavorare in gruppo mette a disagio, allora si consiglia di lavorare in sessioni individuali e prepararsi con calma ad entrare in gruppo, almeno di tanto in tanto.

N.B. Le Costellazioni Familiari, di qualunque genere esse siano, non sono terapie psicologiche e non possono, in nessun caso, sostituire la psicoterapia che, invece, possono egregiamente affiancare.

Costellazioni Familiari: incontri individuali

Gli incontri individuali, proprio per lo scambio diretto con il costellatore familiare, aiutano moltissimo a chiarire le dinamiche in atto connesse al passato e, così, si possono affrontare  in maniera ordinata secondo un’esperienza conscia che non è quella per lo più inconscia e creativa del gruppo.

Molte volte, dopo aver fatto esperienza di diverse costellazioni di gruppo, allora l’individuale può avere il grande potere di portare a piena luce tutto il lavoro inconscio svolto fino a quel momento.

Nelle Costellazioni Familiari Crearmoniche, comunque, è raccomandato il lavoro individuale quando bisogna curare l’aspetto delle credenze limitanti e, soprattutto, immergersi nel lavoro dell’aggiornamento del bambino interiore, parte del secondo permesso della linea del tempo, come illustrato nel libro “Figli che amano troppo”.

N.B. Le Costellazioni Familiari, di qualunque genere esse siano, non sono terapie psicologiche e non possono, in nessun caso, sostituire la psicoterapia che, invece, possono egregiamente affiancare.

Link Scientifici – Note – bibliografiche

*1 Il campo cosciente delle informazioni con le parole di AlbaSali dal libro “L’universo Crearmonico delle Costellazioni Familiari“:
“Quando parlo del “campo”in generale, mi riferisco al campo cosciente delle informazioni e come tale intendo lo spazio fisico, psicologico e spirituale che si crea quando più persone si uniscono per lavorare insieme. Nel mondo delle costellazioni familiari, quest’idea si collega alle scoperte scientifiche sul campo morfico emerse dalla ricerca del biologo londinese Rupert Sheldrake (1942).

Schützenberger A.A., Psicogenealogia, Roma, Di Renzo Editore, 2011.

QUANTE COSTELLAZIONI FARE

Molte persone si chiedono quante costellazioni familiari sia possibile fare nel corso del tempo e a che distanza l’una dall’altra. Alba Sali risponde così.

Per onestà devo dire che se Bert Hellinger, il padre delle costellazioni, abbia mai dato una posologia di queste, proprio non saprei, ma vi racconto cosa gli ho visto fare nel suo stage tenuto a Roma nel 2009.

Una ragazza propone un problema con la sua società. Hellinger da avvio alla costellazione, ma qualunque intervento da lui tentato non produce nessun cambiamento positivo: il rappresentante della società continua ad accasciarsi a terra. A questo punto Hellinger chiude la costellazione. Si avvicina alla ragazza e le chiede altre informazioni sulla storia di questa società. Viene così a sapere che lei l’ha ereditata dal padre che l’aveva fondata molti anni prima insieme al fratello e ad altre persone.

Riapre a questo punto un’altra costellazione, inserendo tutti i nuovi elementi. Anche in questo caso però non si avvia nessun movimento di recupero della società, quindi, a malincuore, comunica alla ragazza che non c’è soluzione.

Finito con lei, per concludere la giornata di lavoro, invita tutti noi a una visualizzazione collettiva. Non saprei chiamarla in altro modo che “visualizzazione con i morti”.

L’indomani mattina, Hellinger apre la giornata richiamando proprio la ragazza della sera precedente e, senza chiederle niente, mette in scena con lei un’altra costellazione che risolve inaspettatamente in pochi minuti. Si era servito della “visualizzazione con i morti” che ci aveva insegnato; eravamo un gruppo di oltre duecento persone che avevano sciolto qualcosa che la sera prima sembrava senza speranza. La visualizzazione e la costellazione di Bert Hellinger avevano sciolto un insieme di irretimenti vecchissimi e pesanti di cui soltanto il giorno prima non si veniva a capo.

Se ho condiviso con voi questa esperienza del seminario di Hellinger, è perché da qui si può contare che lui, alla stessa persona, ha servito tre costellazioni in meno di ventiquattro ore. Ora se farne una regola o no decidete da voi stessi.

Comunque, sicuramente considero leggende metropolitane quelle che a volte girano con l’indicazione di fare nella propria vita una sola Costellazione Familiare: le Costellazioni Familiari sono uno strumento di crescita e dei veri e propri percorsi evolutivi. Credo che una o due volte al mese sia un buon ritmo, sempre che in quel mese si siano ben elaborati e sedimentati gli elementi emersi dalle costellazioni. Evitate di “ingozzarvi” d’informazioni, emozioni e riflessioni nuove solo perché la Costellazione non ha funzionato come una bacchetta magica o perché avete fretta di risolvere: non esiste pianta senza dare al seme il tempo di germogliare.

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